giovedì, 02 luglio 2009

Vito è vivo.

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venerdì, 26 giugno 2009

Maturità

maturitàLe vignette di questo blog se ne vanno in ferie per un po'. Vi lascio alla splendida penna del mio socio.
Non approfittatene...
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categoria: scuola, berlusca, moralità


lunedì, 22 giugno 2009

Diritti Negati

ROTONDELLA - «Sono arrivato al dodicesimo giorno di sciopero della fame. Ho perso 6 chili ed ho le vertigini. Attuerò anche lo sciopero della sete. Ma, dalla Asl di Matera nessun controllo anche se ho segnalato la protesta a Comune, prefettura, Provincia, presidenza della Repubblica. Mi lascerò morire...».

Vuole portare alle estreme conseguenze la sua lotta Giovanni Falcone, padre di Angelo, 29 anni, detenuto, con l’amico Simone Nobili, in un carcere dell’India dal 10 marzo 2007 per una condanna a 10 anni per traffico di stupefacenti. Un’accusa contestata dai due connazionali che hanno parlato di un tranello loro teso dalla polizia indiana. Ora, tra luglio e agosto prossimi, ci sarà l’appello.
Giovanni ha denunciato a più riprese violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale nei confronti del figlio.

Da qui i suoi appelli ad una soluzione diplomatica del caso resa difficile dalla mancanza di trattati tra Italia ed India.
«Ed Angelo e Simone, per accuse inverosimili - ha concluso il nostro interlocutore - da 26 mesi sono costretti a dormire per terra su una coperta in una cella di due metri e mezzo per lato. E non posso telefonargli da mesi. Si, mi lascerò morire...». 15 giugno 2009

p.s.: il numero 44 del Quotidiano della Satira (speciale Iran) è oggi in tutte le edicole della Basilicata, ma potete leggerlo anche QUI
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categoria: vita, giustizia, angelo falcone


domenica, 21 giugno 2009

L’ultimo nonsense di Vito Riviello

 

            Non pensi mai che può arrivare il giorno di leggere in prima pagina  quella notizia. Poi succede, stranamente, proprio in un giorno che sei così indaffarato dietro alle pratiche dell’ennesimo trasloco, (non come al solito prima delle otto andando in ufficio), ma un sabato, tardi, così tardi che il giornale rischi di non trovarlo. Certi giorni, come questo, sarebbe meglio. Sarebbe meglio non trovare il giornale. Invece lo compri verso l’una e resti impietrito. Leggere che se n’è andato un maestro, un grande poeta. Un poeta che non somiglia a nessun altro. Così originale che non è stato ancora capito fino in fondo.

              L’ho incontrato la prima volta tra gli scaffali della libreria di mio fratello. In due suoi libri sfavillanti. L’astuzia della realtà e Dagherrotipo. In questa raccolta c’è una poesia che ti cambia per sempre. Ti fa capire una volta per tutte come si possono usare bene le parole lasciandoti per sempre indietro l’eterno lamento meridionale, la noia del neorealismo e dell’ermetismo, il grigiore delle frasi fatte, tutta quella zavorra che poi ti tocca leggere anche in poeti laureati, che escono nelle grandi collane dove chi sceglie è qualche trombone accademico che ama la retorica o la versificazione astratta. La poesia che racchiude benissimo la lezione di Riviello sulla necessità di fare finalmente una poesia più d’invenzione che d’ispirazione è La gita:

            Voleva andare al mare si trovò / in un campo di verdura / questo adesso nel sogno questo / nel secolo venturo lo scambio delle visioni / lo spostamento d’un cocomero / dai campi di Nocera al mar Rosso / un cocomero in vista ch’esplode a Mosca./ Tanti tuoi baci come nella morte / si son mutati in mosche sul ribrezzo / tanti i fiori quanti fori / giacciono sulla pelle confusi negli anni / intorno  a un pianto che non si muta / in niente ex tenente. / La diottria ormai non teme ribassi / alla borsa dei dindolò.

            Ma quale altro poeta è capace di visualizzare un cocomero, come un  dirigibile che esplode nei cieli di Mosca? Ecco l’invenzione. Per non parlare dei suoi calembour, della capacità di smontare qualsiasi luogo comune, di spiazzarti con un “olé “ da torero immaginifico.

            La seconda volta l’ho incontrato a Roma. Era il 1986. Cominciavo a lavorare come stenotipista in una banca a Via Veneto. Lo seguivo nelle sue letture. Una volta, una bella sera d’estate, all’Orto botanico, mi fece salire sul palco affollato di poeti e aspettai con lui il suo turno. Di fronte c’era Moravia in prima fila. Sul palco uno Zeichen isterico che gli seccava dover aspettare il suo turno, visto che si leggeva per ordine alfabetico, e rischiava di perdere parecchio pubblico. Lui invece, al solito, era distaccato, sereno, geneticamente autoironico e sornione. Una volta mentre aspettavamo insieme un redattore di una rivista, in Piazza di Spagna, davanti alla sala da tè di Babington,  mi disse: “Ti vesti come mi vestivo io alla tua età. Col gilet”.  Vito aveva l’età che io ho oggi. L’età che separa un giovane padre da un figlio.

GIANCARLO TRAMUTOLI

(pubbl.su "Il Quotidiano della Basilicata" di oggi)

Qui un omaggio video e altri cercando su youtube:

http://lellovoce.altervista.org/spip.php?article1748

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mercoledì, 17 giugno 2009

tgr antelucano

Ma è possibile che il confronto elettorale tra Santarsiero-Molinari viene mandato in onda alle 8 e 15 mattutine?

Classico orario antelucano. Decisione nazionale. Geniale! La RAI ci conferma che sta sulla Luna. Se ne strafotte degli stupidi che la mattina vanno a lavorare. Non son contemplati. Il servizio è pubblico solo quando si chiedono i soldi per l'abbonamento. Ma neanche i candidati s'incazzano? Fanno incontri pubblici per restare clandestini. Ma incontratevi a casa vostra allora. Parlatevi al telefono, anzi. Bisbigliatevi alle orecchie. Insomma fatevi ancora i cacchi vostri.

Giancarlo Tramutoli

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Trova...

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categoria: politica, televisione, i pezzi di giancarlo


martedì, 16 giugno 2009

Novità editoriale

A lavoro ci devo comunque andare - Clicca l'immagine per chiudere
A lavoro ci devo comunque andare, a cura di Pasquale Doria.

Racconti di: Pasquale Doria, Peppe Lomonaco, Costantino Dilillo, Paolo Tritto, Giancarlo Tramutoli.

Prefazione di Gaetano Cappelli; nota di Giancarlo Tramutoli.


ISBN-13: 978-88-96171-00-4

Prezzo: €10

"... Ci troviamo davanti la disperazione di un'umanità non solo condannata da Dio a guadagnarsi il pane col sudore della fronte ma, con quello che risulterebbe quasi un surplus di sadismo, a guadagnarselo, 'sto benedetto pane, facendo proprio l'impiegato. Potremmo spiegarlo con la tendenza al lagno che - per carità lasciateci almeno quello! - ci unisce tutti nel nostro destino di scacciati dal paradiso perduto; appunto. Ma non si tratta solo del rimpianto per l'Età dell'Oro. C'è dell'altro..."

dalla prefazione di Gaetano Cappelli

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martedì, 16 giugno 2009

L'eco del Vaffanculo

lampadina ballottaggioUn "vaffa" non è più un'offesa: ormai fa parte del linguaggio comune. Lo stabilì nel lontano 2007 la Corte di Cassazione, che assolse un consigliere comunale di Giulianova (Teramo) dall'accusa di ingiuria perché aveva mandato a quel paese il vicesindaco durante un consiglio comunale.

http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/cassazione-insulto/cassazione-insulto/cassazione-insulto.html

Grillo, sul vocabolo prima incriminato e poi assolto con formula piena, ci ha costruito su un evento di portata nazionale, partendo dalla rete e finendo nelle piazze: il famigerato V-day.

Prima si diceva: fatta la regola, trovato l'inganno. Ma, in quest'Italia, può succedere che si facciano prima degli inganni e si costruiscano poi delle regole che rendano più complicato e rischioso il denunciarli.

Quando l'eco del Vaffanculo diventa una spina nel fianco, si prova a estirparla dalla radice (o dalla rete, fate voi)...

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ddl
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lunedì, 15 giugno 2009

Figli di...

lampadina GhedPremessa: con la vignetta odierna rifletto in generale.
Non faccio nessun riferimento ai circa cinquecento voti ottenuti nella piena legalità e nella piena democraticità da alcuni dei giovani neoconsiglieri comunali della mia città, figli dei nostri politici di lungo corso (quegli stessi politici che amministreranno, amministrano e hanno amministrato evidentemente con ottimi risultati la nostra regione e le nostre città per tanto tempo).

Ma passiamo ai quesiti.

A volte può invece succedere che gestire la cosa pubblica diventi un affare privato, da tramandare di padre in figlio?

I consensi si possono trasferire alla prima occasione utile?

Perdonatemi, ma sono nell'età dei perché, dei come mai e delle domande idiote da circa quarant'anni. Aiutatemi a uscirne...

Buon Futuro a tutti noi!
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Figli di...
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martedì, 09 giugno 2009

Analisi impietose

lampadina analisi.
Bocciato
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lunedì, 08 giugno 2009

Cenerentolo

lampadina pannellaElezioni politiche 08 giugno.
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Topolanek
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categoria: politica, lampadina, dagospia, topolanek


domenica, 07 giugno 2009

Nel Mucchio...

lampadina elozioniSul numero adesso in edicola del mitico Mucchio Selvaggio hanno avuto il coraggio di metterci due mie vignette (una delle due è il Baffone qui sotto).

Accattatavillo!


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Baffone giornale
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martedì, 02 giugno 2009

La Festa della Repubblica

lampadina RespubblicaLa vignotta quotidiana è stata pensata (e realizzata quasi del tutto) dal mio caro amico, nonché compagno di satira, Massimo Palazzo.
Se avete tempo andate a dare un'occhiata anche qui (tanto per rimanere in tema).
 
Buona Repubblica a tutti!
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Vignetta 02 giugno 2009
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categoria: ricorrenze, amici, lampadina, repubblica


domenica, 31 maggio 2009

La festa di chi?

Sulla festa dei 50 anni della Rai regionale.

di GIANCARLO TRAMUTOLI

 

            Ero lì. Nella piazza Mario Pagano, della Prefettura, della Polmonite. Insomma ero lì. Nella piazza delle pezze d’asfalto in attesa della rappresaglia minacciata da Gae Aulenti, che data l’età, (ormai è la nostra unica speranza) speriamo non ce la faccia a realizzare mai il suo insano progetto di dequalificazione geniale.

            Dicevo, ero lì, insieme al popolo plebeo che paga l’abbonamento Rai, di fronte allo striminzito schermo, dall’audio pessimo per vedere, come diceva Totò nel famoso sketch di Pasquale (che me ne frega a me, mica so’ Pasquale) fino a che punto si voleva arrivare. Parte il bianco e nero anni ’50 col Trufelli giovane e io continuo a guardare le porte del Teatro Stabile chiuse, direi, oscenamente sbarrate, sul Museo di Cera dei cosiddetti vip, a protezione della cattiva coscienza, a rappresentazione dell’arroganza.

            Mi dicevo: Non è possibile siano così fuori dalla realtà! Invece mi sbagliavo. Me lo confermava la loro rappresentante culturale, la Tatangelo… La convinzione che la Rai sia una cosa loro e non un servizio pubblico, pubblico che questo servizio, lo paga. Si vantano di avere lo share pù alto d’Italia dimenticando di aggiungere che godono di un regime di monopolio. Infatti da un paio di mesi, già Telecento gli sta rosicchiando qualche punto. In più confondono ascolto con gradimento. Non sanno quanta gente li guarda detestandoli. Quanti li spernacchiano. Quanti non sopportano quella boria, quell’arietta di sussiego. Quanti li usano come sottofondo per irridere la loro apatia servile che se ne frega dell’esistenza dell’Art. 21 della Costituzione. Com’è possibile, mi dicevo, se non per lungimiranza, rispetto, correttezza, ma almeno per un po’ di furba intelligenza, che nessuno ha pensato di fare questa autocelebrazione, direttamente nella piazza.

            Magari con un po’ di sedie per il popolo che non vi avrebbe lesinato pure qualche svogliato applauso. Si sa com’è il popolo. Sa essere generoso anche con chi non lo merita. No. Ma quando s’incazza, può diventare pericoloso. Chiedetelo al Mario Pagano della piazza omonima.

            Qualche mente malata invece, ha plasticamente rappresentato il conflitto di  classe nella sua essenziale brutalità. Mentre me ne andavo via subito, con le orecchie umiliate e offese dalla Tatangelo, pensavo: ma questi son completamente inconsapevoli. Accecati dai loro riti di potere. Tasche piene e cervelli vuoti. Ma vabbene così. Come diceva quello che ora non mi ricordo come si chiamava, la loro punizione è essere come sono.

 

(pubblicato su Il Quotidiano della Basilicata di oggi)

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venerdì, 29 maggio 2009

Vignotta

lampadina 21.
Come si fa a mettere in dubbio la moralità di un uomo importante, un uomo che si è fatto da solo, un uomo che ha raggiunto tanti traguardi nella sua vita?
Le corna, i cucù, le telefonate, le barzellette macabre, le mitragliate ai giornalisti, le smentite, gli editti, le s-cordate, le veline, gli eroi stallieri, i lodi, le depenalizzazioni... sono tutte invenzioni di una sinistra che rifiuta il confronto politico, perché sa di perderlo.
Siamo destinati ad avere un maestro unico, un pensiero unico, un presidente unico.
Che bello essere italiani.
Di più...
Che culo!

p.s.: sono un vignettista libero, vittima però del complotto stalinista di un'informazione ormai totalmente controllata dalla sinistra...

.Maestro
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categoria: politica, giornalismo, lampadina, berlusca


mercoledì, 27 maggio 2009

Il pelo

Nell'Idv c'è un po' di maretta (tanto per usare un eufemismo), inutile nasconderlo.
Allora proviamo a fare chiarezza anche qui, per aiutare chi, come me, ancora deve decidere se e a chi dare il suo voto.

http://www.facebook.com/notes.php?id=38726706906


"Secondo me, 'sto Vulpio, non mette Radice in Basilicata."
G. Tramutoli

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Vulpio
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categoria: lampadina, idv , vulpio, aldo michele radice


martedì, 26 maggio 2009

Razzi e arche

ArcaPapi schizzo
















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Razzi
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categoria: lampadina, corea del nord, nucleare


lunedì, 25 maggio 2009

QUARANTA!

Ora è anche on-line il quarantesimo numero del Quotidiano della Satira: 120 pagine sulle quali abbiamo ospitato (approssimativamente e fino a ora) 200 testi satirici e 1200 vignette. Bravi tutti e scusate se è poco...
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categoria: il quotidiano della satira, caso mills


sabato, 23 maggio 2009

Siamo tutti pletorici!

lampadina pletorica.
Natura Morta B
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categoria: politica, lampadina, immigrazione, razzismo


venerdì, 22 maggio 2009

Petting

lampadina peripatetiche.
Ottimismo
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categoria: politica, lampadina, veline


giovedì, 21 maggio 2009

Nomine Rai

"Lui nominerà le nomineRai..."

Giancarlo Tramutoli
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tv
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categoria: politica, televisione, lampadina, berlusca, pdl


martedì, 19 maggio 2009

L'ammucchiata

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categoria: politica, campagna elettorale, lampadina


lunedì, 18 maggio 2009

Caronte 2009 (respinti i respingitori)

Lampadina FelicitàIl numero 39 della vostra rubrica di Satira preferita è ora anche on-line.
Non potevamo rimanere indifferenti dinanzi a questa tragedia di Stato.
Abbiamo detto la nostra, con la speranza che possa essere servito a qualcosa (anche solo a far capire che non tutti gli italiani sono uguali).

Sigh!.
Scudetto
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E ancora...
L'influenza suina: dopo averci terrorizzati per giorni è improvvisamente sparita dai media.
Come le veline dalle liste del Pdl? Come la monnezza da Napoli (se non si vede in tv non esiste)?

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oink

Possiamo stare tranquilli per i nostri figli?
A questi e ad altri quesiti risponderanno Tizio & Caio, sofisti da marciapiede.
Solo per voi...









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Caronte 2009
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categoria: sicurezza, lampadina, immigrazione, tizio e caio, il quotidiano della satira


martedì, 12 maggio 2009

Comizi Religiosi

«Fa comizi anche in chiesa»
Divampa subito la campagna elettorale a Potenza. Il centrodestra attacca il sindaco uscente per il saluto portato alla comunità al termine della messa domenicale.
 
lampadina DC11/05/2009 POTENZA - Si dice «rammaricato» per quel “tirare dentro” la Chiesa, praticamente «è assurdo». Santarsiero, sindaco e candidato del centrosinistra a Palazzo di città riassume l’accusa del segretario cittadino del Pdl sulla presenza “interessata” alla celebrazione religiosa, ieri, in contrada San Fancesco. «E’ scandaloso», dice rispondendo a distanza a Lorenzo Larocca che, poco prima, in una nota aveva spiegato come trovasse «semplicemente sconcertante lo scarso rispetto religioso di Santarsiero». Spiega come «nel corso della funzione, prima dello scambio della Pace» il parrocco abbia ritenuto di far intervenire il sindaco in quello che Larocca chiama «una sorta di spot elettoral-religioso per fargli ringraziare i consiglieri comunali presenti, ovviamente del Pd, per l’attività profusa nel corso della consiliatura». Senza dimenticare di «salutare “fervidamente” i fedeli intervenuti». Il punto, sollecita Larocca, è che «alla conclusione dell’intervento imbonitore del sindaco, l’officiante ha pacificamente proseguito la funzione stessa come niente fosse». Allora, «questo interessato presenzialismo a funzioni religiose, con concordata partecipazione subliminale, nel corso della funzione stessa, è la cifra dell’affanno di una nomenklatura giurassica che a ogni costo vuol mantenere la gestione del potere non sottraendosi a nessun tentativo, quand’anche bigotto, pur di raggiungere lo scopo». Il quadro tracciato da Larocca, però, viene smentito da Santarsiero che alla celebrazione in occasione della festa di quartiere della contrada «ci vado ogni anno. Da sindaco, ho sempre portato il saluto dell’amministrazione alla città». Quanto al caso specifico, «la messa era terminata».
Non basta, il “caso” del saluto ai fedeli prosegue nella polemica del segretario azzurro: «I politici della prima repubblica - cita il passato - si limitavano a salutare tutti cordialmente nei mesi precedenti le elezioni, qualcuno presenziava a qualsiasi evento gioioso o luttuoso, quelli attuali organizzano insignificanti inaugurazioni, ma nessuno è mai arrivato a tanto manifestando lo sprezzo non solo per i fedeli ma per gli stessi valori religiosi sottesi alla messa». Così, «l’arroganza del centro sinistra fa sì che non dobbiamo più meravigliarci di nulla: evidentemente “adesso il futuro” che vorrebbero propinarci - richiamando lo slogan del Pd - è peggio, molto peggio del passato già di per sé particolarmente negativo». Poi, l’invito alle «autorità ecclesiastiche perchè tengano in seria considerazione questi incresciosi accadimenti che consentono ai “mercanti” di disporre a proprio uso e consumo del Tempio del Signore».
Poi, la verità di Santarsiero: «E’ grave che tutto ciò sia strumentalizzato a fini elettorali». La campagna elettorale è servita.
 
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categoria: politica, religione, lampadina, santarsiero


domenica, 10 maggio 2009

Le parole dei politici

Vignetta 10 maggio 2009“Le parole sono importanti, chi parla male, pensa male e vive male”. Diceva in Palombella Rossa Nanni Moretti. Come parlano i politici? Ascoltiamoli bene in questo mese che ci aspetta di campagna elettorale. Sentiremo le solite espressioni opache, fumose, astratte. Questi parlano da anni di “paletti da mettere”, “tavoli da aprire”, “di coraggio per nuove sfide da raccogliere”. Ma chi vi ha sfidato? I marziani? Qualcuno a duello come nell’Ottocento? Secondo me confondono “sfide” con “sfighe”. Ecco, “coraggio per nuove sfighe da raccogliere”, suona già più sensato. Questi parlano con frasi fatte e strafatte. Si vede che son decenni che non leggono un libro. Che il loro lessico si è essiccato. Si riferiscono ad anni di riunioni pallosissime, traffici con traffichini servili e petulanti, incontri estenuanti dove si barattono ideali con favori, passioni con collocazioni, strategie con carriere. E tutto questo mesto vivere diventa inevitabilmente “una straordinaria esperienza” fatta certo di “oneri e onori”, di incontri emozionanti con la gggggente, di entusiasmanti momenti, ovviamente sempre intendendo questo fardello, (questo Grande Fardello), come puro servizio per la comunità. Come sacrificio quotidiano per l’interesse pubblico. Come tentativo di realizzare finalmente sogni e ideali di una vita intera. Grazie. Un minuto di applauso che “vi faccia da volano”, che “vi sia foriero” e pure “di viatico” per una nuova “intrigante” avventura, un nuovo “straordinario” mandato. Segue la canzone di Alberto Sordi: “Ma te c’hanno mai mannato a quel paese? Sapessi quanta gggggente che ce sta. Eccetera  eccetera. A sfumare.

Giancarlo Tramutoli

(pubbl. oggi su "Il Quotidiano della Basilicata")

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sabato, 09 maggio 2009

L'avvocazione per la politica

lampadina papDalla parte dell'Imperatore c'è "anche" un agguerrito esercito di mercenari pronti alla pugna.
Belle veline addestrate a pensare, mostri politici, voltagabbana fedeli solo alla religione del tradimento, giornali e giornalisti, avvocati e dottori commercialisti.
Ah... se solo votassero le loro infinite capacità al bene, cosa si potrebbe fare in questa povera Italia, martoriata dalle mafie, dai reality e dalle cattive abitudini!
Ci potrà essere un futuro migliore?

"Ma va là"...
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L
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venerdì, 08 maggio 2009

Il terrore è dietro l'angolo

lampadina Poster.
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Mastella europee
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mercoledì, 06 maggio 2009

E ora, il Passato!

lampadina FuturoPensando al tormentone utilizzato dal Pd in questa nuova campagna elettorale, salta subito alla mente il "Futuro", al quale si associano inevitabilmente i faccioni dei candidati messi in tutta evidenza ad "abbellire" le nostre città.

Ma spesso accade che le proposte di partito siano (e questo vale per tutti gli schieramenti) i soliti reduci da un passato e un presente già importanti, se non ingombranti (come nel caso di Molinari, candidato sindaco della "colazione" di centro-destra per la città di Potenza che - nel marzo del 2006 - aveva stampato e diffuso un agevole libello dal titolo "Le bugie hanno le gambe di Berlusconi").

Poi ci sono gli slogan.

Si pensasse meno a sbandierare le finte primarie (che, come diceva Crozza, si chiamano così perché si sa già prima chi vince) come un segnale forte di democrazia (tanto per dirne una: non ricordo di aver notato un solo manifesto di Chiurazzi a contrastare l'invadenza di quelli di Lacorazza nell'ultima esperienza di questo tipo) e gli investimenti per la Cultura (necessari, ma che devono obbligatoriamente rientrare in una scala di priorità che badi più al pane che al companatico - e sperando che quest'ultimo sia nostrano e non d'importazione, come spesso non accade).

Insomma, meno chiacchiere.

Noi cittadini liberi (come al solito di scegliere il meno peggio) siamo stufi di accontentarci.

Il vero Futuro? Prima o poi la speranza è che i giovani si decideranno di occuparsi, in MASSA, della politica.

Sarà l'unica possibilità, la sola via d'uscita.

Quei pochi che fino a ieri ci hanno provato sono stati costretti a "chinarsi" per raccogliere le briciole (in alcuni rari casi diventate una vera "preula") lasciategli dai vecchi tromboni della politica.

A Lacorazza, che giovane anagraficamente lo è, consiglio di svecchiare la sua strategia di comunicazione a favore di un linguaggio più diretto che gli consenta davvero di arrivare a quei ragazzi ai quali della politica, adesso, non interessa nulla.

Qui è la vera scommessa.

Il nostro Futuro!

p.s.: nessun primate è stato maltrattato durante la realizzazione di questa vignetta...

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Monkey
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lunedì, 04 maggio 2009

La crisi delle morti bianche (+ special bonus)

Velinelampadina Molinari.
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Mondo operaio
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domenica, 03 maggio 2009

Meglio una Telecento che cento Tgr

Buongiorno Regione: Potenza che lavora

di GIANCARLO TRAMUTOLI


Confesso una mia personale perversione. Da un mesetto, saltabeccando la sera tra un canale e l’altro, spesso mi fermo su Telecento. Pare incredibile, ma certi giorni, la cosa più sfiziosa, viva, interessante, va in onda proprio su questa emittente locale. La trasmissione si chiama: Potenza che lavora. In scena solo un microfono e una telecamera. Due persone che vanno in giro per Potenza. L’operatore gira, il giornalista ascolta. E’ un rullo continuo, senza tagli. Ha un tormentone di chiusura molto spiritoso che fa così: “Io mi chiamo Bonaventura Postiglione e Dio raddoppi a voi quello che voi augurate a me. Buona vita a tutti”. Un altro tormentone, evitabile, è la quantità industriale di “quant’altro” e di “evidentemente” che servono al conduttore come collante del discorso tutto fatto a braccio. Nella sua semplicità, questa trasmissione tocca punte di grande televisione. Innanzitutto ti fa conoscere la tua città anche nelle sue periferie. Le persone che lavorano: il salumiere, il farmacista, il vecchio ciabattino, il macellaio, il meccanico, il barista, son tutti contenti di esprimersi. Si vede che per loro è un’occasione rara. E subito pensi. Ma come mai, questa idea geniale nella sua semplicità, non l’ha mai avuta la ricca e potente Rai? Mah? E ti viene subito in mente l’ultima novità della Rai regionale. La trasmissione mattutina Buongiorno Regione. Intanto la può seguire solo chi NON va a lavorare, che chi ci va, a quell’ora ha da lavarsi, vestirsi e farsi un caffè. Tutte cose meglio conciliabili con la buona vecchia radio. Ma se ti soffermi un attimo, intanto vedi il giornalista (grande, geniale idea della Direttrice Nazionale Angela Buttiglione, degna sorella del fratello Rocco che più di tutti ha sputtanato la categoria dei filosofi) finalmente in piedi! Non più seduto o in ginocchio. In effetti, mica male come novità. Ci son collegamenti fondamentali e irrinunciabili alle 7 e 30 del mattino con la protezione civile che ti rassicura che in questo preciso momento, non c’è nessun terremoto. Col metereologo che ti dice come andrà la giornata. La webcam che ti inquadra piazza Sedile e puoi contare quelli che vanno al bar o dal giornalaio o al lavoro. Se piove, il conduttore ti dirà di portarti l’ombrello. Che l’acqua è bagnata. Cavolo, non ci avrei mai pensato. Grazie. Grazie Buongiorno Regione. Poi un’occhiata ai giornali. Le offerte di lavoro (centellinate perché non servono a chi cerca lavoro, ma a riempire la trasmissione anche domani e dopodomani). E il grande, irrinunciabile appuntamento: il postale dei pendolari che parte da piazza Gianturco da Avigliano. Tornando a Telecento, invece, c’è la madre che aspetta in piazza Zara la figlia che torna per Pasqua da Roma dove fa l’ingegnere. Ti racconta che in fondo, rispetto all’eterno lamento, tutto sommato, a Potenza si fa ancora una vita decente. Sicuro la figlia che vive a Roma le ha spiegato come si vive là facendo un mestiere normale. Al Serpentone gli abitanti si esprimono sulla Nave. A Piazza Don Bosco due filonisti al bar dicono che col primo sole è meglio evitarla la scuola. Allo stabilimento Avena, Telecento ci fa vedere come viene prodotta la mitica gazzosa. Come funziona l’organo della chiesa di Santa Lucia. Da Zi Ming, la nipote del fondatore ci racconta cosa ha cucinato. In Piazza Prefettura un vecchietto cade in diretta sul selciato sconnesso. Il figlio dell’ultimo banditore di Potenza ci racconta la sua storia. E tante altre voci di vari quartieri, Bucaletto, Chianchetta, Malvaccaro, si esprimono. Qualcuno, incredibile, gli dà questa possibilità. La Rai preferisce andare a Melbourne o a New York a parlare con l’emigrante di terza generazione che ha fatto fortuna. E’ più facile. O ci ragguaglia sul killer di origine lucana che in qualche posto del mondo (più lontano è, meglio è) ha fatto qualche danno. Sarà sempre più interessante di chi in città vive, ha qualcosa da raccontare, fa qualcosa di particolare. Lo puoi facilmente incontrare. Magari fa teatro, fumetti, cabaret, letteratura con prestigiosi riconoscimenti nazionali. Però, cavolo, si ostina a restare in Basilicata. Per Rai 3 è sempre meglio intervistare l’architetto emigrato da bambino che però sta a Parigi, l’attore che ha mangiato il pane di Matera trent’anni fa e vive a Los Angeles, il ristoratore lucano che si chiama Luciano che ha un rinomato locale a Dortmund. Ma mai e poi mai, per esempio, farsi un giro (ma che idea banale) per i ristoranti della regione, facendo parlare i nostri chef, facendoci vedere dove, come e cosa si mangia o cosa si beve. No. Meglio prendere qualche aereo. Cos’è ‘sto provincialismo. E’ proprio vero che non sono i mezzi potenti ma le idee e la vitalità a fare la differenza. A volte, insomma, è meglio una Telecento che cento Tgr.

La tivù del dolore

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categoria: televisione, i pezzi di giancarlo


mercoledì, 29 aprile 2009

Opposizione e ricompense (la Veronica e il Letteronzo)

Non è vero che non c'è nessuna opposizione a Silvio Berlusconi. L'opposizione c'è. Si chiama Veronica Lario. La donna che cadde dalle nuvole.

(G. Tramutoli)

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La ricompensa

 

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categoria: politica, lampadina, mastella


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